Il 27 agosto si è tenuto presso il Museo dell’Artigianato Ceramico Abruzzese l’evento in omaggio della ricorrenza dei 300 anni dalla scomparsa di Carl’Antonio Grue di Castelli (1723 - 2023): il più noto pittore abruzzese di maioliche dal titolo
“Io Carl’Antonio Grue … a rivederci in cielo” Teatro, maioliche e carte d’archivio per i 300 anni dalla morte del pittore castellano;
L’iniziativa è stata pensata con l’intento di far dialogare alcune realtà e risorse culturali operanti sul territorio di Pianella, e nello specifico il nostro museo e l’associazione teatrale Arotron (Formazione Teatrale Arotron/Compagnia dell'Aratro); aggiungendo i documenti d’archivio, fonte inesauribile della ricerca anche ceramologica abruzzese, e le maioliche di Carl’Antonio, che purtroppo, come vi dirò in seguito, non sono state esposte.
La serata si è svolta quindi nel seguente modo:
Franco mannella attore e promotore della suddetta associazione teatrale, ha letto un breve testo dal titolo “io sono Carl’Antonio” scritto da Franco Battistella con il quale lo stesso pittore, oramai anziano si presenta, dice chi è! dando la possibilità a chi non lo conosce di avere alcune informazioni sulla sua vita e sulla sua opera pittorica.
A seguire c’è stata la lettura del suo testamento, scritto pochi mesi prima della morte, il 10 maggio del 1723 da un notaio ad Atri. Disposizione dal quale traspare tutto il carattere anche umano dell’uomo che saluta i suoi cari, (a cui lascia i beni terreni) e termina con un semplice ed affettuoso “a rivederci in cielo”, che ha dato il titolo di questa iniziativa, indicando quindi nel cielo un posto spirituale dove poter rincontrare, o incontrare anche noi, il nostro pittore.
Franco Mannella si è calato nella parte del notaio ed ha dato voce alle volontà dello stesso pittore castellano.
Al termine è stato letto il suo atto di morte, così come venne annotato il 23 settembre 1723 nel registro dei defunti della chiesa parrocchiale di Castelli
A seguire, era prevista la presenza qui nel museo di alcune ceramiche di Carl’Antonio Grue che sarebbero state illustrate da Franco Battistella.
Purtroppo proprio la sera prima dell’iniziativa è venuto meno l’apporto del suddetto studioso e collezionista, per cui la direzione del museo si scusa per la mancanza di queste ceramiche del Grue, naturalmente non voluta da noi, che rispetto a quanto annunciato, ha ridimensionato l’attività ed ha ridotto il carattere stesso dell’evento.
fotografie di Flavia di Girolamo