Pianella in Archivio.
La storia moderna di Pianella attraverso la documentazione archivistica.
5 - La storia di Palazzo Crognale oggi Faieta
presso la strada di San Leonardo
Diego Troiano
Nel centro storico di Pianella, facendo una passeggiata per va Monsignor Vincenzo d’Addario, già via Vittorio Emanuele, ed a sua volta già Strada di San Leonardo; non passano certamente inosservati, sul lato sinistro, in fondo alla strada, due bei portali gemelli, affiancati di un grosso palazzo, in pietra con tipici ornati Rocaille, stile come noto derivante dal tardo Barocco o Rococò. La moda di questi ornati si diffuse in Italia negli anni centrali del ‘700 con attardamenti che si protrassero per vari decenni, fino all’affermazione dello stile Neoclassico. Questi portali, che oggi possiamo definire “di moda”, rispetto al periodo in cui vennero realizzati, rappresentano senza dubbio un’assoluta rarità nell’ambito architettonico di Pianella.
Il palazzo dove sono posti, attualmente è conosciuto come palazzo Crognale, un ampio edificio appartenuto nel secondo Ottocento alla famiglia Crognale, oggi di proprietà dei Faieta.
Da una breve ricerca in Archivio, si apprende che i Crognale, originari di Fara Filiorum Petri in provincia di Chieti, si sono trasferiti a Pianella solo in epoca abbastanza recentemente, nel tardo Ottocento per cui certamente non sono stati loro ad ordinare e volere questi due ingressi.
A questo punto, incuriosito, e già interessato da alcuni anni alla ricerche sui palazzi del centro storico, e sulle famiglie pianellesi, mi sono chiesto: di chi era il palazzo all’epoca della realizzazione di queste due opere?
La storia recente del palazzo (parte prima).
Dall’impianto del Catasto Fabbricati[1] del comune di Pianella, degli anni ’70 dell’Ottocento, alla partita 382 intestata ad Antonio Sabucchi del fu Giustino apprendiamo che lo stesso, fra le altre proprietà (spicca fra queste l’ampio palazzo di 49 stanze, nella Strada di San Salvatore n. 3) possiede alla Strada di San Leonardo:
al numero civico 6 una casa di 2 piani, 16 vani (reddito 225 lire),
al numero civico 15 una casa di 2 piani, 2 vani (reddito 27 lire)[2].
Da altre fonti sappiamo che queste due case sono state recentemente acquistare da Sabucchi attraverso tre atti notarili e precisamente nel 1854, 1861 e 1863; atti che cercheremo in Archivio di Stato di Teramo, ed analizzeremo in seguito, alla ricerca della storia passata dell’immobile.
Successivamente, dopo la prematura morte dello stesso Antonio Sabucchi, avvenuta il 21 febbraio 1882 all’età di 48 anni, queste due case, insieme a tutti gli altri beni di famiglia, vengono caricate nel Catasto, alla partita 602, ovvero in testa alla vedova Erminia Basile ad ai figli Giacomo, Eleonora, Maria, Elena e Ginevra.
Lo stesso anno gli immobili, in cattivo stato di conservazione e bisognosi di urgenti e costosi restauri, vengono vendute al Dottor Giulio Crognale che, come vedremo in seguito, era il cugino del Sabucchi.
Con atto notarile il 18 dicembre 1882 di notar Ireneo Passeri, Erminia Basile, di Corinto, vedova di Città Sant’Angelo, residente a Pianella vende a Giulio Crognale di Achille, medico chirurgo le suddette due case. All’atto interviene come garante della somma da consegnare agli eredi Sabucchi, Michelangelo Crognale fu Speranza, Canonico in città e zio dell’acquirente.
Nello specifico, leggiamo nell’atto che viene ceduto un “comprensorio di case sito in questo abitato in via Vittorio Emanuele, già Strada San Leonardo, vico Limoncello e vico di Marte; confinante a settentrione con le case dei Signori Palazzone e dei Signori Mariotti, a mezzogiorno colla strada pubblica, a levante col vico di Marte e a ponente col vico Limoncello. Riportato nel Catasto Urbano del Comune di Pianella alla partita 382 in testa a Sabucchi eredi di Antonio agli attuali numeri civici 9, 10, 11 e 12; e propriamente quelle case che furono acquistate con 3 istrumenti, uno per notar Lizza del 14 dicembre 1861 … il secondo per notar Pignatari del 27 settembre 1854 … ed il terzo per mio ministro del 27 gennaio 1863 …”.
La vendita si rende necessaria in quanto l’immobile richiede urgenti e svariati accomodi, con una spesa molto rilevante: “le case costituenti il comprensorio … meritano nello stato attuale urgentissimi accomodi, per essere in parte molto vetuste, ed in parte lasciate da gran tempo in abbandono, e che a volerle rimettere in uno stato locativo, occorrerebbe … una spesa consistente”.
Si chiede l’autorizzazione alla cessione dell’immobile anche al tribunale di Teramo, per la tutela dei figli minori, che viene concessa.
La vendita avviene per il convenuto prezzo di 4250 lire, da pagarsi entro lo spazio di due anni, ed a tutela del contratto, lo zio Canonico Michelangelo Crognale fa da garante ed assicura la somma su di una masseria di sua proprietà, sita in Pianella, in contrada Fonte di Giambattista.
Il documento viene infine sottoscritto oltre che dal notaio, dei contraenti Signora Erminia Basile, signor Giulio Crognale, Canonico Michelangelo Crognale ed i testimoni Domenico Spezza e Anselmo Pittoni[3].
Come evidenziato il palazzo oggetto di questa ricerca fra il 1854, 1861 ed il 1863, viene acquistato da Antonio Sabucchi che possiede nella stessa via di San Leonardo anche altre due case (una di 2 piani 12 vani ed un’altra di 2 piani 2 vani) altre ad un frantoio di 2 piani 3 vani (probabilmente l’attuale antico frantoio d’Annibale).
Tiene l’immobile fra le sue proprietà per circa un ventennio, fino al 1882, probabilmente in parte affittato, anche se più volte nell’atto di vendita si fa menzione del cattivo stato di conservazione della struttura, vetusto, in parte lasciata da gran tempo in abbandono e con una spesa consistente necessaria per il restauro.
Appare quindi evidente che dopo l’acquisto fu proprio lo stesso Giulio a provvedere ai necessari accomodi, ed a trasformare il “comprensorio di case” nel palazzo che tutto sommato è rimasto invariato e possiamo ancora oggi ammirare, facendo di conseguenza dell’immobile la sua abitazione.
Ma chi era questo Giulio Crognale?
medico chirurgo nato a Fara Filiorum Petri in provincia di Chieti dove risiedeva la sua famiglia da più generazioni.
Figlio di Achille, farmacista (Fara F. Petri 1810 - Pianella 1888)[4] e di Marianna Sabucchi di Pianella, ed ecco spiegati gli interessi dei Crognale nella nostra città.
Marianna Sabucchi nata nel 1812, era figlia di Domenico Antonio Sabucchi e Angela Teresa Paliotti di Alanno ed era quindi sorella di Giustino Sabucchi padre del nostro Antonio. Giulio quindi acquista nel 1882 il palazzo dagli eredi di suo cugino Antonio.
Fratelli di Achille sono il Sacerdote e Canonico in S. Antonio di Pianella Michelangelo Crognale che fa da garante all’acquisto del palazzo nel 1882, nato a Fara F. Petri e deceduto a Pianella nel 1993 a 90 anni; e la sorella Beatrice Crognale, che sposa a Pianella il Dottor Fisico Silvestro de Berardinis[5].
I restauri dell’immobile dovettero essere abbastanza rapidi, qui in via Vittorio Emanuele n. 11, si trasferisce infatti ad abitare la famiglia e qui muore nel 1888, a 77 anni il padre Achille.
Qui muore nel 1890, a 86 anni, la sorella vedova Beatrice.
Nel palazzo si spense anche nel 1893, all’età di 90 anni lo zio Canonico Michelangelo.
Giulio Crognale, a 51 anni sposa a Controguerra (TE) Rosaria Crescenzi, di 34 anni (figlia di Camillo e Palma Scotolati) con la quale genera due figli Renato, (Renato Giacomo, Michelangelo, Achille Crognale) nato nello stesso stabile nel 1895 e Giuseppina (Giuseppina, Maria Anna, Giuditta, Gioacchina Crognale) nata nel 1899.
Giulio muore ad 81 anni il 13 gennaio 1924, nell’atto di morte il palazzo è posto, sempre in via Vittorio Emanuele ma, non so se per errore, non più al civico 11, ma al civico 22.
Nel Catasto Fabbricati, partita 611, dopo la ristrutturazione operata da Giulio, il palazzo viene caricato sempre in via Vittorio Emanuele ai civici 18, 20, 22 con quindi 3 ingressi e della consistenza di 2 piani, 15 vani.
Alla morte di Giulio l’immobile viene caricato nel Catasto alle partite degli eredi: la moglie Rosaria Crescenzi e dai 2 figli Renato e Giuseppina Crognale (partite 1866 e 1947) rimandando ad un atto di “divisione e rinuncia” di notar Cortellini del 15 luglio 1924.
Più tardi la casa viene venduta con atto di notar De Fermo dell’11 febbraio 1933 dagli eredi Crognale ai fratelli Manfredi e Antimo Durante figli del fu Silvestro, a loro infatti la troviamo nel Catasto (partita 1933) con il riferimento alla mappa di Pianella: foglio 21, particella 226. In questo modo dopo averlo acquistato, averlo restaurato ed averlo abitato per una cinquantina di anni (1882-1933) la famiglia Crognale cede l’immobile ai Durante; anche se ancora oggi lo stabile viene indicato a Pianella come palazzo Crognale.
Successivamente attraverso Anna Durante, figlia di Manfredi, la casa passerà a suo marito il dottor Mantellini Faieta che qui pose la sua residenza ed il suo studio medico. Da questi verrà ereditata dai figli dottor Daniele e Cristiana Faieta.
La ricerca continuerà, presso l’Archivio di Stato di Teramo dove consulterò i tre atti notarili sopra menzionati per sapere da chi Antonio Sabucchi comprò i tre immobili ovvero il comprensorio di case che costituiranno il palazzo, sperando di rintracciare il nome della famiglia che vari decenni prima, nella seconda metà del ‘700, fece realizzare i due bei portali in pietra.
Pubblicato su Academia.edu il 22 settembre 2024
[1] In archivio di Stato di Pescara.
[2] Antonio Sabucchi nella stessa Strada di San Leonardo possiede anche:
Casa al numero civico 14, di 2 piani 12 vani con il reddito di 226,31 lire
Casa al civico 16, di 2 piani 2 vani con il reddito di 51 lire, oltre ad un
Frantoio al civico 15 di 2 piano 2 vani con il reddito di 106,67 lire. Questo frantoio potrebbe identificarsi oggi, di proprietà dei D’Annibale, con quello noto per essere regolarmente aperto e visitabile dai turisti.
[3] Archivio di Stato di Pescara, notarile, notar Ireneo Passeri di Pianella, anno 1882, Pianella 18 dicembre 1882.
[4] Achille era figlio di Speranza Crognale di professione dottore chirurgo e di Marianna de Felici nata a Chieti e deceduta a Fara Filiorum Petri nel 1811 a 31 anni.
[5] La figlia Maria Teresa de Berardinis, morta nel 1888 a 54 anni, fu moglie di Vincenzo Ciriaco Egizii.
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